Alfredo Paluselli

Alfredo Paluselli (1900-1969)

Poco sopra il valico del Rolle, di fronte alle maestose Pale di San Martino, c’è Baita Segantini. Questo luogo, fu la scelta di un uomo. Qui Alfredo Paluselli scelse di costruire la sua personale reggia alpestre e scelse di viverci per trentacinque anni in solitudine, intitolando la sua dimora alpina a Giovanni Segantini, famoso pittore trentino di cui era grande ammiratore.

In questo luogo magico, al cospetto del Cimon della Pala, egli disegnò, scrisse e, a suo modo, comunicò. Spesso i viandanti, oltre che dalla bellezza del luogo, erano attirati fin lassù anche dall’aura mistica che quell’uomo emanava, e dalle leggende montane al limite dell’incredibile che lo circondavano. 

Ma con Paluselli ci si trovava di fronte un uomo granitico, che non tollerava la superficialità. Quei pochi che riuscivano a scavare sotto la dura scorza di Paluselli, si trovavano ad avere a che fare con una grande intelligenza, uno spiccato spirito artistico e una grande esperienza tra le rocce delle Dolomiti. Il montanaro era pittore, poeta, guida alpina e maestro di sci (primo in Trentino). Non abbandonava mai la sua amata baita e durante le brevi assenze, di solito per un’ascesa in montagna, lasciava la porta aperta ed un biglietto per gli eventuali avventori: “Entrate, bevete, pagate”.

A Baita Segantini visse fino al 1969, quando, indebolito dalla dura vita solitaria di montagna, fu costretto a scendere a valle da dove, poco dopo, effettuò l’ultima più ardimentosa ascesa raggiungendo in cielo gli altri eroi della montagna. 

Il monumento in bronzo nei pressi di Baita Segantini perennemente lo ricorda, accompagnando nella contemplazione del Cimon della Pala chi ancora crede nei suoi stessi ideali.

La vita di Alfredo Paluselli è stata raccontata nel libro «Vento da Nord» (scritto dal nipote omonimo, Edizioni Dolomiti) e nel monologo teatrale «Vento da Nord», scritto da Mario Vanzo e interpretato da Mario Zucca.

Articolo 50° anniversario Alfredo Paluselli (quotidiano l’Adige)

1969-2019: esattamente 50 anni fa scompariva un personaggio amatissimo delle nostre montagne: Alfredo Paluselli. Egli fu un viaggiatore che imparò quattro lingue, un alpinista, un artista e un uomo dotato di creatività vulcanica. L’opera più conosciuta di Paluselli rimane la splendida Baita Segantini, nei pressi di Passo Rolle, dove egli scelse di vivere in solitudine per trentacinque anni, scrivendo e disegnando, a colloquio con le aquile e con le forze della natura, senza alcuna imposizione. Anche la cronaca del Giro d’Italia, qualche giorno fa, durante la salita al Passo Rolle, non ha potuto non ricordare il solitario alpinista poeta di Baita Segantini.  

Il 50° anniversario dalla scomparsa di un personaggio così carismatico e così amato non poteva passare in silenzio. Sono infatti molte le iniziative che durante l’anno saranno messe in atto per ricordare Paluselli e per ravvivare quel senso di libertà che la sua figura esprime. 

La prima iniziativa in ordine cronologico sarà la ristampa in edizione speciale del libro a lui dedicato, quel «Vento da Nord» scritto dal nipote omonimo che uscì per la prima volta nel 2013 portando nuova luce su questa controversa figura dell’alpinismo. L’uscita della nuova edizione, patrocinata dalla Fondazione Dolomiti Unesco, è prevista per la seconda metà di giugno (già disponibile in ebook). 

«Per il cinquantenario ho voluto che il libro assumesse una veste nuova e ancora più ricca» – racconta il nipote – «mi sono sentito in dovere di farlo per tutte le cose buone che mio nonno ha lasciato.»

Paluselli, oltre ad essere un’icona della montagna, potrebbe essere visto anche come simbolo della collaborazione e dell’amicizia tra le valli di Fiemme (la valle natia), Fassa (dove lavorò) e Primiero (la valle adottiva). Il 10 agosto, presso il monumento in bronzo che ricorda Alfredo Paluselli nelle vicinanze di Baita Segantini, queste sensazioni troveranno il loro apice con una grande festa. Interverranno i cori di montagna Negritella e Sass Maor (Fiemme e Primiero) e le guide alpine (sia le Aquile di San Martino che le guide della Guardia di Finanza a cui Paluselli era molto legato). Il nipote presenterà la nuova edizione del libro ricordando l’entusiasmante vita del nonno e saranno inoltre presenti molte autorità per un interessante dibattito all’ombra del Cimon della Pala. Sarà parte della giornata anche una nuova inaugurazione del busto in bronzo che nelle settimane precedenti verrà restaurato per mano dell’architetto Damiano Gross, figlio di quel Toni Gross che fu direttore della scuola d’arte di Vigo di Fassa e autore originale del bellissimo busto. Durante la giornata ci saranno anche altre importanti iniziative e partecipazioni che però verranno rivelate solo all’ultimo.

A novembre ci sarà poi la ripresa teatrale del monologo «Vento da Nord» (patrocinio Fondazione Dolomiti Unesco) del regista Mario Vanzo, interpretato da Mario Zucca e dedicato ad Alfredo Paluselli. 

«Dopo il successo della stagione 2015/’16 si ripartirà martedì 19 novembre da Fiera di Primiero per una serie di appuntamenti nei teatri di tutta la regione, appuntamenti rivolti sia alle scuole che al pubblico serale» racconta il regista. «Rappresentare un personaggio ricco di sfaccettature come Paluselli in una piece teatrale è stato complicato, infatti il testo ha subìto diversi miglioramenti in un lungo processo di maturazione. La vita di Alfredo Paluselli è una storia straordinaria che parla di emigrazione, di espressione, di conquista. Ha quindi delle tematiche estremamente attuali che speriamo di riuscire presto a portare, con il necessario appoggio politico, in una tournée internazionale rivolta ai trentini nel mondo» conclude Vanzo.

L’attore e doppiatore Mario Zucca, conosciutissimo in tutta Italia fin dai tempi del Drive-In, parla così della sua esperienza come protagonista di Vento da Nord a teatro: 

«Interpretare Alfredo non è stato solo un piacere, mi ha fatto vivere sensazioni che non avevo mai provato. L’amore per la montagna di Paluselli, la sua passione per le imprese ardite, la sfida alle convenzioni, la lotta per gli ideali, sono temi che dovrebbero diventare insegnamento per le future generazioni. Riprendere le recite in Trentino era, secondo me, dovuto. Uno spettacolo scritto da un trentino, diretto da un trentino che parla di un personaggio importante del trentino… se fosse caduto nell’oblio sarebbe stato un delitto da non perdonare.»

La storia di Paluselli è davvero emozionante e unica: diversi registi ne hanno ipotizzato una trasposizione cinematografica per la quale, sicuramente, non mancherebbero gli scenari. 

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti: alfredopaluselli.com

 
Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Email

Commenta!

I miei

Alfredo Paluselli

Vento
da Nord

La storia di Alfredo Paluselli, pioniere nelle dolomitti e custode del cimon della pala

Alfredo Paluselli - Dolomiti

Dolomiti
Vol. 1 & 2

Splendide fotografie delle Dolomiti abbinate alle frasi dei più grandi pensatori del mondo

il Diavolo generoso: la storia di Tita Piaz, il Diavolo delle Dolomiti

il Diavolo generoso

la storia vera di Tita Piaz, il Diavolo delle Dolomiti: avventure, drammi e conquiste