Alfredo Paluselli

Poco sopra il valico del Rolle, di fronte alla maestosità delle Pale di San Martino, c’è Baita Segantini. Questo luogo, fu la scelta di un uomo. Qui Alfredo Paluselli scelse di costruire la sua baita e scelse di viverci per trentacinque anni in solitudine, intitolando la sua dimora alpina a Giovanni Segantini, famoso pittore trentino di cui era grande ammiratore.

Paluselli in questo luogo magico al cospetto del Cimon della Pala, disegnò, scrisse e, a suo modo, comunicò. Spesso i viandanti, oltre che dalla bellezza del luogo, erano attirati fin lassù anche dall’aura mistica che quell’uomo emanava, e dalle leggende montane al limite dell’incredibile che lo circondavano. Ma con Paluselli ci si trovava di fronte un uomo granitico, che non tollerava la superficialità.

Quei pochi che riuscivano a scavare sotto la dura scorza di Paluselli, si trovavano ad avere a che fare con una grande intelligenza, uno spiccato spirito artistico e una grande esperienza tra le rocce delle Dolomiti. Paluselli era pittore, poeta, guida alpina e maestro di sci (tra i primi in Italia). Non abbandonava mai la sua amata baita e durante le brevi assenze, di solito per un’ascesa in montagna, lasciava la porta aperta ed un biglietto per gli eventuali avventori: “Entrate, bevete, pagate”.

A Baita Segantini visse fino al 1969, quando, indebolito dalla dura vita solitaria di montagna, fu costretto a scendere in Val di Fiemme. Da qui, poco dopo, effettuò l’ultima più ardimentosa ascesa raggiungendo in cielo gli altri eroi della montagna. Il monumento in bronzo nei pressi di Baita Segantini perennemente lo ricorda, accompagnando nella contemplazione del Cimon della Pala chi ancora crede nei suoi stessi ideali.

La vita di Alfredo Paluselli è stata raccontata nel libro «Vento da Nord» (scritto dal nipote omonimo ed edito da Edizioni Dolomiti) e nel monologo teatrale «Vento da Nord», scritto da Mario Vanzo e interpretato dal grande Mario Zucca.